La rintracciabilità di filiera

Che cos'è la Rintracciabilità di filiera

La rintracciabilità di filiera è certificata da CSQADa qualche tempo se ne parla tanto e sempre abbinata al tema della sicurezza alimentare: ma che cos'è la rintracciabilità?


Innanzitutto facciamo chiarezza nei termini, perché spesso si usa tracciabilità come sinonimo di "rintracciabilità".
In realtà sono due processi inversi.
  • La "tracciabilità" è il processo che permette di identificare il prodotto "dal campo alla tavola" , registrando le informazioni principali lungo tutti i passaggi.
  • Mentre la "rintracciabilità" è il processo che permette di ricostruire a ritroso la storia del prodotto "dalla tavola al campo" , attraverso un sistema che utilizza le informazioni tracciate.
Perché è così importante?  Perché ciò che arriva sulla nostra tavola è spesso il frutto del lavoro di molte aziende, ognuna delle quali segue solo una fase della lavorazione del prodotto.
Facciamo l'esempio di un formaggio stagionato che troviamo nel banco di un negozio o di un supermercato. Per arrivare lì c'è stato chi si è occupato della distribuzione (e commercializzazione), il quale ha prelevato il formaggio dal confezionatore, che ha provveduto al taglio, al confezionamento e alla spedizione.  A sua volta lo ha ricevuto dallo stagionatore, che è quell'azienda che si occupa della stagionatura dei formaggi, prodotti nel caseificio.Il caseificio raccoglie il latte dai produttori, che sono allevamenti; i quali a loro volta si forniscono di alimenti per il loro bestiame dai mangimifici che devono pertanto essere scelti con determinati criteri di selezione.

Allevamento che produce latte, caseificio, stagionatore, confezionatore, distributore sono i soggetti della FILIERA, cioè l'insiemedelle aziende che concorrono alla formazione, distribuzione ecommercializzazionedi unprodotto.  Diventa ora più semplice comprendere il motivo dell'importanza della rintracciabilità,in modo particolare quando la sicurezza di un alimento è in pericolo; infatti permette di ritirare in modo mirato il prodotto incriminato, di fornire informazioni precise ai consumatori e ai funzionari responsabili dei controlli, evitando così disagi più estesi.  Sono molte le aziende che responsabilmente in questi ultimi anni hanno scelto di sviluppare e far certificare da un ente di certificazione esterno un sistema volontario di rintracciabilità di filiera, facendo riferimento inizialmente ad una norma nazionale volontaria, la UNI 10939, che oggi è diventata internazionale con la norma UNI EN ISO 22005.

La novità è che dal 1° gennaio 2005 la rintracciabilità è diventata obbligatoria secondo un regolamento europeo (Reg. 178/02) per tutti i prodotti alimentari o che contribuiscano alla formazione dell'alimento.  La certificazione volontaria della rintracciabilità continuerà però ad avere un senso, perché prevede aspetti aggiuntivi rispetto a quelli previsti per legge: per l'azienda la scelta di un impegno ulteriore in nome della sicurezza alimentare.

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